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TASI E TARI

tasi e tariLa Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili, l’imposta comunale istituita dalla legge di Stabilità.

La Tasi si applica a tutti gli immobili situati sul territorio nazionale, incluse le prime e seconde case, gli uffici, i negozi, i capannoni, le pertinenze, e con l’unica eccezione dei terreni agricoli. Deve essere pagata da proprietari e inquilini, in diversa misura.

Ma come funziona la tassa? Uno dei problemi principali sta nel fatto che ciascun contribuente deve calcolarla per conto proprio: non saranno le amministrazioni locali a comunicare l’importo dovuto. E il procedimento per arrivare al totale è abbastanza complesso. La metodologia è questa: la rendita catastale dell’immobile deve essere rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente pari a 160 per case e abitazioni, a 80 per gli uffici, a 55 per i negozi, a 65 per gli immobili strutturali. Il risultato va quindi moltiplicato per le aliquote stabilite dai singoli Comuni italiani; al totale vanno sottratte eventuali detrazioni. Gli inquilini dovranno pagare una quota della Tasi compresa tra il 10 e il 30%, come stabilito dalle amministrazioni comunali. Insomma, forse per andare sul sicuro è meglio rivolgersi a un Caf.

C’è poi anche la Tari, la nuova Tassa sui rifiuti, istituita come la Tasi dalla legge di Stabilità del 2014. Il principio è quello del “chi inquina, paga”. E così colpisce non tanto i proprietari delle case, ma chi fisicamente vi risiede, sia esso il titolare o un inquilino provvisto di regolare contratto d’affitto.

Il criterio di calcolo è più semplice e viene effettuato a monte dai Comuni: i fattori discriminanti sono le dimensioni dell’abitazione, e il numero di persone che vi risiedono.